MODELLO

Scuola in movimento

Moving School 21

Scuola in movimento dopo Agenda 21 locale

Moving School 21 – MS21 nasce da un confronto internazionale tra università sui temi dell’educazione, della qualità della vita urbana, della salute, del rapporto tra bambini e città. È stato avviato dalla Università di Berlino nel 2002 in collaborazione con l’Università IUAV di Venezia – corso post laurea “Azione locale partecipata e sviluppo urbano sostenibile” che ha sviluppato in particolare gli aspetti legati alla partecipazione e alla progettazione urbana.

Scuola in movimento richiama un’immagine concreta, che ha a che fare con la fisicità – dei corpi e degli spazi che li ospitano – ma è anche metafora: significa mettere in movimento le risorse intellettuali e creative per riflettere e promuovere una scuola e una città sane, con tempi e spazi che ci permettono di stare bene.

Il riferimento ad Agenda 21 locale riguarda gli orientamenti in essa contenuti per la promozione di uno sviluppo urbano sostenibile e della cittadinanza attiva attraverso l’apertura dei processi decisionali ai soggetti direttamente coinvolti.

MS21 prende in considerazione la scuola e il suo contesto di riferimento: dimensioni indoor, outdoor e urbana. Riguarda quindi gli spazi interni (organizzazione, uso e arredi), il cortile e il contesto urbano nel quale si trova la scuola (sicurezza, stimoli al movimento, alla socializzazione, alla creatività). Promuove il movimento quotidiano a scuola, la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento (bambino al centro del processo) e lo sviluppo di alleanze e rapporti stabili tra scuola, enti locali, ULSS, università, territorio.

Le 4 proposte principali di MS21:

1. Tempo: organizzazione dei tempi rispettosi dei ritmi dei bambini con l’introduzione di attività ludico-motorie nelle pause e durante le lezioni (lezioni in movimento e Pause Attive);

2. Movimento quotidiano: strumenti di base che facilitano la motricità (CIM – Cantiere in Movimento e OFC – Orizontal Free Climbing) e attrezzature molto semplici ed economiche, quali il paracadute e la corda senza fine;

3. Spazi: interventi partecipati per migliorare gli ambienti interni (isole educative) gli esterni (cortili scolastici) e ottimizzarne l’uso sia per il gioco che per la didattica;

4. Ambiente urbano: interventi partecipati sugli spazi urbani per attivare percorsi casa-scuola in autonomia (Scarpe Blu) e per renderli accessibili (percorsi e spazi pubblici) almeno per un km2 attorno ad ogni scuola (KM2EDU).

 

La corporeità entra a scuola anche come promozione di un apprendimento che sostiene la salute, mettendo al centro il bambino in tutte le sue esigenze e dimensioni per costruire un profilo di salute. Intendiamo restituire presenza al corpo all’interno della scuola attraverso attività di movimento che stimolano la creatività, le abilità corporee e la cooperazione e promuovono l’autonomia e la sicurezza: le esperienze proposte arricchiscono la percezione dello spazio, e di conseguenza generano nei bambini idee più ricche e significative per migliorarlo. Le attività vengono inserite nella programmazione didattica.

La cultura del movimento e la qualità degli spazi scolastici costituiscono una base importante per la diffusione della cultura della salute e della sicurezza, non solo nella prospettiva di proteggere, tutelare, evitare rischi, ma anche di favorire lo sviluppo di competenze per “essere sicuri di…”, per riconoscere i rischi, per fronteggiarli e superarli.