La Freccia Azzurra deve il suo nome all’omonimo testo di Rodari e la sua architettura alla poetica dell’autore, che ci racconta della corsa di un fantastico treno sui binari della solidarietà e dell’amicizia, superando barriere sociali e culturali che si traducono in esclusione e marginalità, soprattutto in contesti urbani degradati o a rischio elevata criminalità come quelli scelti per il progetto. La Freccia Azzurra persegue il duplice obiettivo di garantire ai minori un contesto protetto che favorisca loro la crescita e lo sviluppo individuale in un clima sereno, garantendo relazioni stabili e benessere, quali elementi fondamentali che in contesti come quelli d’intervento tendono a mancare con sempre maggior frequenza, per sfociare in un inasprimento di condizioni socio urbane già fortemente degradate.