TEMPI

Se “per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”, allora è il momento di costruire un nuovo villaggio

Pause attive

Fondamento per l’apprendimento

Panoramica

I bambini per imparare, per concentrarsi e per una crescita sana hanno bisogno di muoversi. Attività in movimento, specialmente quelle per sviluppare l‘equilibrio, hanno una grande influenza sulla corteccia cerebrale: il “motore” dove si sviluppa la nostra intelligenza.

L’attività fisica aiuta lo sviluppo motorio, l’attenzione e l’apprendimento. Contribuisce a formare il bambino nella sua totalità, includendo le capacità relazionali, emotive, intellettive. Solo un bambino su cinque raggiunge i livelli minimi di attività fisica raccomandati. I bambini di oggi, infatti, svolgono una vita molto sedentaria con lunghi periodi di inattività.

A scuola la sedentarietà riduce l’attenzione e la memorizzazione, la capacità di concentrazione, la motivazione peggiora il comportamento in classe.

Le pause attive sono il primo passo verso la ritmizzazione della scuola: nella programmazione del tempo di ogni giorno e della settimana occorre tenere conto delle esigenze dei bambini e delle opportunità offerte dal movimento e dal gioco quali strumenti di apprendimento – in classe e all’aperto (in cortile, nel quartiere, nei parchi…).

Sono sufficienti interruzioni di 3-5 minuti durante le ore scolastiche con pause che favoriscono la concentrazione, il rilassamento e l’attivazione per sentirsi bene a scuola: migliora il clima di classe, le relazioni tra pari e con i docenti sono più efficaci, c’è più consapevolezza del proprio corpo, fanno bene alla salute e anche all’apprendimento. Un beneficio per tutti, bambini e insegnanti.

Finalmente anche in Italia si riconosce l’importanza dell’attività fisica e delle pause attive! Il Ministero della Salute ha aggiornato le Linee di indirizzo sull’attività fisica del 2019, con la revisione delle raccomandazioni per le differenti fasce d’età. Le nuove Raccomandazioni contengono alcuni messaggi chiave:

  • fare un po’ di attività fisica è meglio di niente;
  • aumentare la quantità di attività fisica permette di ottenere ulteriori benefici per la salute;
  • qualsiasi tipo di movimento conta;

 

Alla scuola viene assegnato un ruolo chiave, strategico nella promozione dell’attività fisica: viene ritenuto il setting privilegiato per dotare bambini e ragazzi di una cultura favorevole alla salute e far loro acquisire comportamenti e stili di vita sani. Si fa esplicito riferimento alle pause attive quali “preziose opportunità per aumentare i livelli di attività fisica sia all’interno che all’esterno della classe”. Gli studi scientifici di riferimento da cui siamo partiti per lo sviluppo delle Pause Attive (PA) rivolte a bambini e ragazzi dalle scuole infanzia alle secondarie di I grado, si occupano di promozione della salute orientata alla Salutogenesi. Gli effetti desiderati delle PA sono confermati dalle ultime scoperte in neurologia. Le ricerche che si occupano del rapporto tra apprendimento e movimento mostrano alle PA la direzione e sostanziano le nostre proposte per l’organizzazione del tempo e dello spazio delle nostre scuole. I bambini vanno a scuola con tutto il corpo, ma nella pratica didattica ci si rivolge principalmente alla testa in un corpo immobile. Esiste un rapporto molto stretto tra spazio, salute, movimento e apprendimento. La mancanza di esperienze attive nello spazio aperto comporta effetti negativi sulla salute e sulla sicurezza dei bambini: disturbi nello sviluppo psicofisico; diminuzione delle esperienze sociali e sensoriali; sovrappeso ed obesità (colpiscono il 38% dei bambini italiani) e patologie correlate in aumento; mancanza di coordinazione; assenza di concentrazione; iperattività motoria. Sono in aumento gli infortuni a scuola nella fascia infantile: cadute, urto di ostacoli, scontri tra bambini sono le cause più ricorrenti degli infortuni, facilmente correlabili al mancato sviluppo di competenze motorie di autoprotezione. Insegnare in movimento è fattibile: i bambini imparano meglio e sono più motivati.

Didattica

Esperienza fisica e sviluppo motorio: conoscenza del proprio corpo e dell’ambiente, sviluppo di riflessi di auto-protezione.
Esperienza dei materiali: capacità di comprensione e organizzazione del mondo esterno attraverso la manipolazione di materiali diversi.
Agire assieme: la cooperazione è necessaria, viene stimolata la relazione di aiuto.
Parlare e pensare: esprimersi, ascoltare, spiegare le proprie idee e proposte.
Inventare/fare scoperte: il CiM si presta a infinite combinazioni di utilizzo.
Problem solving: l’atto del costruire stimola la risoluzione di problemi.
Progettare e realizzare: i bambini possono progettare e vedere realizzato quanto hanno pensato.
Utilizzo Immediato – dopo la formazione iniziale
Promozione della Salute – Movimento, coordinazione e stimolo psico-sensoriale
Sviluppo delle Competenze Sociali – Solo collaborazione e rispetto delle regole consentono il gioco
Inclusione – Tutti possono giocare, nessuno escluso

Formazione

MS21 offre periodici corsi di formazione per i docenti anche in collaborazione con le agenzie della salute (ULSS, AUSL, ATS). Un corso di formazione per docenti accompagnato da supporto e monitoraggio ha la durata complessiva di 20 ore (15 ore il primo anno e 5 ore il secondo anno). Il corso fornisce la cornice teorica, i risultati di studi e di ricerca-azione sul campo (oltre 400 insegnanti formati e oltre 4000 bambini monitorati) e fa sperimentare strumenti e attività pratiche di pause e lezioni in movimento, includendo il gioco come generatore di apprendimenti. Vengono considerati inoltre i luoghi dell’apprendimento (indoor, outdoor e urbano). Non solo l’aula, ma anche il cortile, il quartiere, la città, il parco, sono ambienti di apprendimento: un ‘giacimento’ (spesso ignorato) per esplorare, osservare, sperimentare, ideare.

Indicazioni operative per le PA sono contenute nel libro “Maestra facciamo una pausa!” (2014, La Meridiana Editore) e nel nuovo libro aggiornato e ampliato “Pronti? Facciamo una pausa!” (2022, La Meridiana Editore).

 

Erasmus+

EUmove

Panoramica

Il progetto europeo Erasmus+ EUmove allarga la prospettiva del movimento a scuola e include nei target della promozione della salute e delle Pause Attive anche le famiglie che possono essere parte attiva, partecipando a ‘sfide’ che verranno proposte dalle scuole e dagli stessi bambini e ragazzi.

EUmove è un Progetto Erasmus+ (2021-23) mirato a realizzare una serie completa di strategie e risorse per consentire alla comunità educativa di promuovere sani stili di vita.

Nel complesso, il progetto EUmove è una proposta ecologica e sostenibile che coinvolge diversi partner con specifiche competenze nello sviluppo di risorse scientifiche innovative e pratiche di apprendimento al fine di promuovere uno stile di vita sano nella giovane popolazione in collaborazione con scuole, professionisti e famiglie.

Didattica

Il progetto si focalizza sullo sviluppo e sulla diffusione di risorse di alta qualità per mettere in pratica interventi scolastici rivolti sia alle scuole primarie sia a quelle secondarie con l’obiettivo di promuovere sani stili di vita per ottenere benefici in termini di salute. EUmove è basato su evidenze scientifiche e fornirà risorse affidabili, sicure e pratiche come Lezioni in movimento, Pause Attive, Interventi basati sulla Famiglia, Strumenti operativi per docenti e dirigenti e per favorire la Camminabilità.

International Focus – MS21, insieme all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, è partner italiano di una cooperazione internazionale che comprende Università e istituzioni di 6 Paesi (Spagna, Portogallo, Francia, Italia, Svizzera, Regno Unito).
Focus On People – Ci siamo occupati in particolare nello sviluppo di LU (Learning Unit = Unità di Apprendimento) sugli stili di vita sani (movimento, alimentazione, sonno), trasversali alle discipline e correlati con sfide che coinvolgono le famiglie e i pari (peer education)
Per approfondire: https://eumoveproject.eu/educational-resources/

A scuola la sedentarietà riduce l’attenzione e la memorizzazione, la capacità di concentrazione, la motivazione peggiora il comportamento in classe.

Siamo tradizionalmente abituati a progettare, costruire, riadattare le nostre scuole sulla base di parametri normativi da rispettare, standard da garantire, prestazioni dell’edificio da soddisfare. Quando non prevalgono le derive architettoniche. Poco si ascoltano gli insegnanti e mai i bambini.

Soprattutto non si tiene conto che non sono gli spazi a definire il modello didattico ma è il modello didattico a definire gli spazi . Vediamo molteplici proposte, alcune anche di pregevole fattura e animate da ottime intenzioni, che sono tese a trasformare spazi, anche esterni alla scuola nelle ipotesi più avanzate, dove “posizionare” arredi e bambini senza una adeguata riflessione sugli effetti di questi nuovi spazi. La nostra proposta è elaborata, in primis, con gli insegnanti, i genitori, le amministrazioni e i tecnici e sul confronto delle tante posizioni emerse nel dibattito sulla scuola. È quindi un lavoro in divenire, aperto a ogni nuova suggestione. La scuola merita di essere al centro di un grande momento collettivo di riflessione sui modelli pedagogici per una vera innovazione dei modelli educativi: ogni spazio deve quindi essere analizzato non a seconda di “quanti studenti ci stanno” ma a partire dal “cosa vogliamo fare e quali spazi possiamo utilizzare”. Alcuni li troveremo, altri li scopriremo, altri ancora li dovremo inventare .